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Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

Le origini simboliche del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio sono avvolte nella leggenda medievale e nella storia antica. San Giorgio, un cristiano nato nell'Asia Minore intorno al 270, divenne ufficiale nell' Esercito Imperiale. Nel 303, distrusse pubblicamente uno degli editti dell'imperatore Diocleziano contro i cristiani, un atto che portò alla sua tortura e al suo conclusivo martirio. Attraverso i secoli, molte leggende sono state raccontate riguardo San Giorgio. La prima iconografia ortodossa, lo dipinge nell'atto di uccidere un drago, e nel medioevo venne a essere conosciuto come il patrono dei cavalieri. San Giorgio è venerato in oriente dal 350 circa. Nel 312, alcuni anni dopo il martirio di San Giorgio, l'imperatore Costantino "Il Grande" alla vigilia della sua vittoriosa battaglia al Ponte Milvio a Roma, ebbe una visione della croce e delle parole "In hoc signo vinces" (Con questo segno vincerai). Ordinò un labaro (un vessillo quadrato, sospeso a una barra orizzontale, fissata a un'asta verticale) costruito per mostrare il monogramma greco XP (per Cristos). Le sue armate sconfissero quelle di Massenzio, e i cristiani non furono perseguitati a Roma. Seguì la cristianizzazione dell'Italia e del resto d'Europa.


La Croce di Costantino

La croce dell'Ordine Costantiniano è una Croce Greca Fiorente di un intenso color cremisi a cui è sovrapposto il monogramma XP in oro. Alla fine di ogni braccio della croce vi è una delle lettere, I, H, S oppure V, che rappresentano il motto "In Hoc Signo Vinces." La decorazione è sospesa da un nastro blu celeste, di seta lavata. I cinquanta soldati posti a proteggere il labaro costituivano la "Guardia del Labaro" rappresentato oggi dai cinquanta Cavalieri di Gran Croce di Giustizia dell'Ordine Costantiniano. Il fondatore leggendario dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio è Isacco II Angelo Comneno, imperatore romano dell'oriente (bizantino) del dodicesimo secolo. Nel quindicesimo secolo, una famiglia aristocratica dei Balcani, esuli, che asserivano di discendere dalla dinastia di Isasso, combattè fianco a fianco all'armata di Scanderbeg in Albania. Stabilita la loro residenza a Venezia, cominciarono a conferire una onorificenza che venne a essere identificata come la "Milizia Aurea Costantiniana." In quei giorni la fratellanza fu la vera forza militare, impegnata nelle guerre contro i turchi nei Balcani. Nel sedicesimo secolo, il diritto della famiglia dei Comneni al trono di Costantinopoli venne riconosciuto da molte bolle papali così come venne pure riconosciuta la loro Aurea Milizia. Durante tutta la sua storia, l'ordine è stato messo in relazione alla chiesa cattolica romana. Per i grandi maestri Angeli, fu un punto di riferimento nelle guerre contro gli invasori; per i papi fu parte della Controriforma.

L'Eredità. Farnese

L'odierno Ordine Costantiniano di San Giorgio è stato identificato come istituzione dinastica fin dal 1698, quando l'ultimo Pretendente Comneni lo ha ceduto a Francesco Farnese, Duca di Parma, Piacenza e Castro. Il Papa Innocenzo XII ha confermato questa cessione con la sua bolla Sincerae Fide, emanata il 24 ottobre 1699. Il fulcro dell'Ordine Costantiniano era, e rimane, la propagazione della fede cattolica, sebbene esso abbia anche, sempre sostenuto opere caritatevoli. Nel 1731, l'Ordine è passato per diritto dinastico al principe Carlo di Borbone, figlio del re Fillipo V di Spagna e della sua seconda moglie, Elisabetta Farnese, che era nipote ed erede dell'ultimo Gran Maestro Farnese, il principe Antonio. Il giovane Carlo entrò a Parma come suo sovrano nel 1732. Due anni dopo, Carlo di Borbone divenne re di Napoli. Per la prima volta dopo secoli, i napoletani poterono gloriarsi del fatto che il loro monarca avrebbe regnato nella loro città. Da secoli, Napoli era stata governata da lontano, con una amministrazione locale soprintesa da vicerè che erano, essi stessi, spesso stranieri. Nel 1735, Carlo fu incoronato re di Sicilia a Palermo. Il suo magistero dell'Ordine Costantiniano fu riconosciuto con una bolla papale nel 1738. Pochi esempi dell'immagine di Carlo, come la sua statua a Messina, sono ancora oggi visibili in Italia. La sua più grande eredità. fu lo sviluppo della stessa Napoli. Il palazzo reale e l'attiguo teatro San Carlo, aperto nel giorno dell'onomastico del re nel 1737, sono i persistenti testamenti alla sua memoria (sebbene quest'ultimo sia stato ampiamente ristrutturato in seguito a un incendio nel 1816).

Le Due Sicilie

Due decenni più tardi, quando Carlo successe al suo fratellastro maggiore al trono spagnolo, cedette le corone di Napoli e Sicilia al figlio Ferdinando che divenne Gran Maestro dell'Ordine Costantiniano. Ferdinando I delle Due Sicilie (così il suo regno venne chiamato dopo il 1816) regnò fino al 1825. L'Ordine fu conferito nel regno delle Due Sicilie fino al 1861, fin quando cioè le forze del re Francesco II non furono sconfitte dalle truppe degli invasori presso la fortezza angioina a Gaeta, su un promontorio a metà. strada fra Napoli e Roma. Il Regno delle Due Sicilie fu annesso al Regno d'Italia e Francesco II visse in esilio a Trento che allora faceva parte dell'Austria, fino alla sua morte nel 1894. La sua consorte, la regina Maria Sofia, sorella minore dell'imperatrice Elisabetta ("Sissi") d'Austria, visse per molti anni in Bavaria, paese in cui la famiglia aveva un tempo regnato, e morì a Parigi nel 1925. Le spoglie dell'ultimo re e dell'ultima regina delle Due Sicilie sono sepolte, insieme a quelli della loro figlia (morta in tenera età), nella cappella reale della Basilica di Santa Chiara a Napoli.

La Dinastia e l'Ordine Oggi

Come prerogativa riconosciuta dalla legge internazionale, un ordine dinastico cavalleresco non è assegnato al territorio nazionale, nè alla presidenza di uno stato sovrano, ma è attribuito alla persona del capo di una dinastia reale, e vari decreti promulgati fra il 1734 e il 1861 rendono chiaro che il Gran Magistero dell'Ordine Costantiniano è inseparabile dalla supremazia della Real Casa delle Due Sicilie. Per questa ragione, l'Ordine Costantiniano è sopravvissuto alla caduta del Regno delle Due Sicilie. L'Ordine continua a essere riconosciuto dalla Santa Sede, da molte dinastie reali, e dal Sovrano Militare Ordine di Malta. (Il regno delle Due Sicilie tradizionalmente ha goduto di una stretta relazione con l'Ordine di Malta con il quale ha mantenuto un trattato che garantiva una protezione militare all'isola.) Oggi, l'Ordine Costantiniano è anche riconosciuto dalla Repubblica Italiana e pertanto tutti i Cavalieri insigniti possono indossare le sue insegne. Al Re Francesco II successe, come Capo della Casa delle Due Sicilie, suo fratello, Alfonso, Conte di Caserta. Al principe Alfonso successe il suo stesso figlio, Ferdinando. Ranieri, al quale successe il Principe Ferdinando. A questi il figlio Carlo, l'attuale Gran Maestro. Il Capo della Real Casa delle Due Sicilie è Sua Altezza Reale il Principe Carlo di Borbone, Duca di Castro. Consorte del Principe Carlo, è la Principessa Camilla, nata Crociani. Come già accennato, l'Ordine Costantiniano è molto attivo nelle opere assistenziali e benefiche. In particolare esso si occupa dell'assistenza a malati, disabili e anziani. L'opera dell'Ordine non prevede solamente interventi isolati: infatti di recente grazie al contributo dei Cavalieri dell'Ordine è stato realizzato un centro permanente per anziani a Pavia; l'Ordine inoltre sostiene in maniera permanente l'Associazione "Croce Costantiniana Onlus", che si occupa del servizio di trasporti sanitari ordinari e di emergenza alle dipendenze del 118 novarese, di Protezione Civile, di assistenza agli anziani soli ed abbandonati della Casa Protetta di Novara, di assistenza alla comunita' di minori Hans e Gretel di Novara, e di sostegno a varie associazioni di solidarietà sociale.

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