2006 |
“La ricerca artistica di Carolina Lombardi si innesta in quel filone dell’arte contemporanea sospeso tra sperimentazione, analisi della materia, razionalità processuale finalizzate ad un risultato visivamente incisivo. In questo percorso lucidamente elaborato e supportato da un notevole sostrato culturale Lombardi, saggia, utilizza e combina tutti quegli elementi che consentono una comunicazione, un’intesa col fruitore, a volte esplicita, a volte densa di connivenze, di suggestioni, di risvolti simbolici fino a sfiorare anche talune allusioni alchemiche. Ne scaturisce la proposta di un territorio magico, riservato, nel quale confluiscono le più avvertite esperienze operative che permettono all’artista di travalicare i confini convenzionali nei quali, da sempre, l’arte è stata arbitrariamente circoscritta, immettendo la propria opera in un flusso di sconfinamenti sia matrici che espressivi. Lombardi opera al limite: tra pittura e scultura, tra astratto e figurativo in una sorta di razionale, necessitante, positiva ambiguità talché ogni volta l’opera si ripropone sotto nuovi, inattesi aspetti che si rivelano vere e proprie provocazioni ottiche. L’itinerario è affidato ad un’idea di fondo che trae spunti e motivazioni dall’entità del colore che viene assunto e proposto nella sua qualità primaria, anche se vira a volte nell’allusione figurale, nell’intrigante e sottile intento simulatorio” (Luciano Marziano).
Ogni opera diviene stimolo per la meditazione, un invito a ritrovare in se stessi l’essenza delle cose, l’ordine nascosto della natura, in un sottile gioco analogico tra macrocosmo e microcosmo. “L’artista cala nelle sue opere il proprio mondo poetico, il suo retroterra conoscitivo a forte carica esistenziale che enuncia la trama di un ancestrale e archetipico ordine del mondo” (Luciano Marziano).
Quasi in un ripensamento della tradizione combina sottili stesure cromatiche di tempera all’uovo alla luminosità dell’oro, alla trasparenza delle garze. “Anche quando l’immagine tende a frammentarsi resta evidente l’intento organizzativo della tessitura, l’esigenza compositiva”, indizi di una progettualità che combina enfasi descrittiva ad un rigoroso approccio analitico.
Carolina Lombardi nasce nel 1965 a Roma dove vive e lavora.
Dopo gli studi classici frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma e si diploma nel 1989. Partecipa a numerose mostre collettive in Italia e all’estero. Nel 1990 viene selezionata per frequentare i corsi dell’Istituto Centrale per il Restauro di Roma. Lo studio e la pratica del restauro le permettono di approfondire la conoscenza delle antiche tecniche artistiche, dalla preparazione dei colori a tempera all’uovo, all’affresco, alle dorature. Partecipa ad importanti cantieri di restauro tra cui: il ciclo di affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova; di Masolino da Panicale nella Basilica di San Clemente a Roma; del Domenichino a Palazzo Odescalchi; di Raffaello alla Farnesina. Si diploma nel 1994 con una tesi sulla “Preparazione e l’uso di pigmenti blu e verdi artificiali dall’antichità al XVI secolo”. Nel settembre del 1998 la tesi viene presentata a Louvre al “Congresso internazionale sull’apporto della chimica nelle opere d’arte” e pubblicata nel 2000 tra gli atti del congresso sulla rivista del Louvre “Art & Chimie”.
Inaugura il 6-2-06 alla Galleria La Borgognona di Roma la sua prima personale dal titolo “Analogie” prorogata sino al 6-04-06 per il gran successo di stampa e di pubblico. Viene invitata a partecipare alla mostra “Lo scrigno” a Palazzo Ruspoli dal 9 al 12 marzo 2006 esponendo una decina di opere provenienti dalla Galleria La Borgognona ed il 16 marzo una selezione di opere viene esposta a Firenze alla Fortezza Da Basso, in occasione della presentazione della nuova Alfa Brera.
|