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Luigi Mella

1998

Nato il 27 maggio 1936 a Milano, vive e lavora a Sesto S. Giovanni. Fin da ragazzo ha sentito la pittura come un modo istintivo di esprimersi. E' stato avviato alla pittura dal padre Cesare, pittore e scultore, nonché insegnante alla Scuola S. Marta di Milano. Inizia l'attività professionale nel 1965, partecipando a numerose collettive nazionali e conseguendo premi e riconoscimenti. Ha allestito mostre personali e partecipato a rassegne nazionali (a Sesto S. Giovanni, Milano, Zingonia, Legnano, Bergamo, Lavagna). Ha fatto parte di collettive organizzate dalle gallerie Gelmi, del Centro Culturale "Il Maniero" di Legnano, della Eustachi, della Manzoni di Cormano, del Centro Turistico "Santa Teresa" di Legnano. Fra i premi conseguiti: Primi premio Trofeo Don Lisander nell'Estemporanea di Cormano, il secondo Premio al Concorso Faruffini, il primo Premio "Il Resegone" 1977, il primo Premio Assoluto "Epifania" alla Eustachi. I suoi quadri si trovano in varie collezioni private in Italia, Francia, Germania e Giappone.

Hanno scritto di lui:

"…Più che alla scuola, Mella deve la propria formazione artistica agli insegnamenti del padre e, al pari di lui, si inserisce, per stile, senso estetico e composizione, nel grande filone della tradizione figurativa lombarda con la variante, tuttavia di maggior sfoggio e vivezza di tinte. Meno malinconico, direi, ma splendente come una giornata di sole. E anche perché nei quadri si rispecchia l'esuberanza che lo caratterizza nel fisico e nello spirito. Non è difficile accorgersi quanto sia alla ricerca di paesaggi bellissimi legati alla realtà visiva che egli capta e traduce nelle loro profondità verticali e orizzontali - vedi, ad esempio, certi filari di tetti a copertura di vecchie cose che, purtroppo, vanno via via scomparendo - mentre laddove l'incanto della natura prorompe in piena fioritura, l'impegno dell'artista nel realizzarlo si fa straordinario ed emotivo. Il tutto conseguenza di impressioni realmente provate e plasmate, nonché di notevole abilità nell'accostamento dei colori: aggiungi un'autentica esplosione cromatica intesa ad accentuare la romanticità e la descrizione degli ambienti. Per la verità, composizione, equilibrio pittorico, luminosità sono il forte, il "do" di petto come si suol dire, di Luigi Mella, cui non fanno, tra l'altro, difetto sensibilità e ricchezza di immaginazione a tal punto che, a volte, l'incontro visivo pare divenga frutto di fantastiche rivelazioni. Il pittore esprime l'ironia per personaggi clawneschi ove tratteggia con caricaturale smorfia certe facce da baraccone, anch'esse di dimensione umana perché desunte da aspetti che sono dentro e fuori dalla realtà…".

Giacomo Veglia Fazio

"…La pittura di Luigi Mella si decanta nei motivi del paesismo e della natura morta con una lineare espressione di lirismo di adeguazione all'oggetto del suo far pittura. Nei suoi quadri si respira un'aura sommessa di poesia, come di una dolcezza semplice e aliena da tensioni esasperate che sale dai colori e dal loro mescolarsi nell'intimo della natura e delle cose. Un mondo che si fa impasto materico di sensazioni e di emozioni che egli traduce magistralmente sella tela. Pittore "figurativo", legato alla natura, mella è sostanzialmente fedele a una visione diretta della realtà…".

Giorgio Falossi

"…Il realismo pittorico di Mella, pur rappresentando lo spessore materico della realtà oggettiva, assunta nelle forme dell'arte, è sempre lirico e suggestivo. Certi colori raccolti ed intimi e il giuoco un tantino surreale della luce fanno si che i suoi paesaggi si presentino alla sensibilità degli spettatori come delle trepide proiezioni di stati d'animo intensamente vissuti dall'artista…".

Luigi Valerio

"…Nel paesaggio Luigi Mella ha un'immediata presa della natura vista con animo partecipe, con tendenza spesso a ritrarre scorci reali di un mondo montanaro, come "Sole sulla baita". E' rivelata nel quadro la ricerca di luce calda e patetica che avvolge la baita, Si notano i piani caldamente colorati. Ne nasce un'animazione terragna sotto la neve. Nella figura è artista ricco di immaginazione capace di inventare donne psicologicamente interessanti, con una vitalità demoniaca. E' questa del Mella una pittura istintiva nella quale si coglie sul vivi il trapasso da una visione realistica ad un estroso abbandono poetico…".

Marcianò

 
 
 

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